Dopo lunga riflessione, il Partito Operaio e Popolare, sezione ticinese del Partito Svizzero del Lavoro, in linea con le linee portate avanti negli ultimi anni, ha deciso nel suo ultimo Comitato Cantonale di non presentarsi alle elezioni cantonali previste nel mese di aprile del 2027.
La nostra sezione si è concentrata negli ultimi anni nel rinforzare le nostre posizioni sul tema del lavoro, formando le nostre e i nostri militanti e rafforzando la nostra presenza nei sindacati. Secondariamente, abbiamo dato priorità alle nostre strutture nazionali nel gran lavoro che sta portando avanti nel rafforzamento strutturale delle proprie istanze. Riteniamo quindi che il tempo e le risorse che chiederebbero una candidatura per le elezioni cantonali poco porterebbero in termini qualitativi al lavoro che si sta cercando di portare avanti.
Nella presa di decisione ha pesato anche la gran presenza di formazioni di sinistra alle prossime elezioni cantonali e conseguentemente il poco impatto che l’impiego di forze che implica la partecipazione a un’elezione ci avrebbe portato in termini di visibilità alle nostre lotte e di demarcazione e distinzione della nostra realtà nella scena cantonale. Riteniamo inoltre che fare alleanza basate unicamente sulla contrapposizione alla destra, significa perdere di mira il vero problema della crisi attuale: la logica capitalista e neoliberista, andando a concentrare gli sforzi per arginarne solo uno dei suoi sintomi e degli strumenti con cui porta avanti le sue politiche.
Ciò nonostante, invitiamo le nostre e i nostri militanti e simpatizzanti a sostenere le liste e le candidate e i candidati che ad aprile porteranno avanti i nostri valori e le nostre lotte. Ossia quello della difesa di reali e tangibili miglioramenti nella vita materiale della classe lavoratrice e dei suoi diritti, specialmente quello del diritto al e del lavoro; della difesa di un’ecologia di classe, che non può essere a scapito della vita materiale della classe lavoratrice né tantomeno basarsi nella lotta alle logiche di consumo piuttosto che a quelle di produzione; della lotta frontale contro la classe borghese dominante sia nelle sue versioni più istituzionalizzate che nelle sue derive fascistoidi e tristemente decadenti in seno alle istituzioni. Istituzioni fortemente minacciate nel loro ruolo di difesa dei diritti sociali e di tutela delle persone escluse dal processo produttivo.
Infine, lasciamo libertà alle nostre iscritte e ai nostri iscritti di partecipare, sempre nel rispetto di questi principi, nelle liste presenti per il Gran Consiglio come indipendenti, in modo da permettere di portare il loro sostegno individuale alle lotte che, come lavoratrici e lavoratori, incarnano.