Il PSdL condanna con fermezza l’aggressione degli Stati Uniti che mira a provocare una rivolta contro il governo cubano.

Questo mercoledì 20 maggio, il Ministero della Giustizia degli Stati Uniti ha annunciato l’incriminazione per omicidio del generale dell’esercito Raúl Castro Ruz, compagno leader della Rivoluzione cubana.

Nonostante decenni di pressioni, Cuba resiste alle sanzioni e alle minacce, simboleggiando l’antiimperialismo e la resistenza di fronte alla potenza distruttiva degli Stati Uniti. L’atto d’accusa del Ministero della Giustizia contro Raúl Castro costituisce una nuova escalation nella guerra che la prima potenza militare conduce da anni contro la rivoluzione cubana.

Non solo l’intenzione di perseguire penalmente Raúl Castro davanti a un tribunale statunitense è palesemente illegale e contraria al diritto internazionale, ma le accuse mosse contro di lui sono infondate e si basano su una manipolazione disonesta di fatti avvenuti nel 1996. La procura degli Stati Uniti lo ha infatti incriminato per l’abbattimento, nel febbraio 1996 – quando era ministro della Difesa della Repubblica di Cuba –, nello spazio aereo cubano di due velivoli gestiti dall’organizzazione pseudo-«umanitaria» Hermanos al Rescate, con sede a Miami. Questa organizzazione ha commesso numerose violazioni dello spazio aereo cubano, compiendo atti di violenta destabilizzazione contro lo Stato cubano. Azioni tollerate, e di fatto incoraggiate, dalle autorità statunitensi, che hanno sistematicamente ignorato gli avvertimenti del governo cubano. Cuba non ha avuto altra scelta che ricorrere alla forza, il che costituisce un atto di autodifesa strettamente conforme al diritto internazionale. Qualsiasi paese avrebbe fatto lo stesso.

Conosciamo fin troppo bene i processi di delegittimazione politica messi in atto nel corso della storia dagli Stati Uniti per intervenire militarmente su un territorio sovrano. I colpi di Stato in Guatemala (1954) e in Cile (1973), il finanziamento dei Contras in Nicaragua o ancora il recente intervento in Venezuela sono solo alcuni esempi di una lunga lista di ingerenze imperialiste statunitensi nella vita dei popoli dell’America Latina. E la lista continua nel resto del mondo.

Inoltre, e nonostante gli avvertimenti del governo cubano, persone accusate di terrorismo vivono oggi negli Stati Uniti, protette dal governo.

Il PSdL invita il governo svizzero a opporsi alle sanzioni di fatto esercitate dalle istituzioni bancarie contro Cuba e a impegnarsi attivamente per la revoca dell’embargo e il rispetto del diritto internazionale da parte degli Stati Uniti. La loro pratica è un attacco alla sovranità di uno Stato e del suo popolo.

Chiediamo a tutti gli antimperialisti di non cedere alla propaganda di guerra degli Stati Uniti, che mira a infangare uno dei leader storici della Rivoluzione. Come è successo al presidente Nicolás Maduro (Venezuela) o a Gustavo Petro (Colombia), Raúl Castro è oggi accusato in totale violazione del diritto internazionale con l’obiettivo di giustificare la minaccia di un intervento militare.

Giù le mani da Cuba!

Viva Cuba socialista!