Cuba è attualmente minacciata nella sua stessa esistenza dall’imperialismo statunitense.
Il Partito svizzero del lavoro, PSdL-POP, esige il rispetto della sovranità di Cuba e invita a rafforzare il lavoro di solidarietà con Cuba e a fornire un sostegno concreto all’isola. Il governo svizzero deve fare uso dei suoi «tradizionali buoni uffici» per opporsi con decisione alla nuova offensiva del governo statunitense contro l’isola socialista e contro il diritto internazionale.
Giovedì 29 gennaio 2026, il presidente statunitense Trump ha dichiarato lo stato di emergenza nazionale tramite decreto esecutivo e ha qualificato il governo cubano come una «minaccia eccezionale» per la sicurezza degli Stati Uniti. Il decreto autorizza il governo statunitense a imporre dazi doganali punitivi sulle merci provenienti da Paesi che forniscono direttamente o indirettamente petrolio a Cuba.
Il Paese che si proclama «il più potente del mondo» si sente minacciato dalla piccola isola socialista di Cuba: nel decreto esecutivo, il governo cubano è accusato di allearsi con «numerosi Paesi ostili, gruppi terroristici transnazionali e attori malevoli». Concretamente, il decreto cita la Russia, la Cina, l’Iran nonché le organizzazioni Hamas e Hezbollah. Non è stata fornita alcuna prova.
In realtà, è il governo statunitense che, con il suo blocco, minaccia da decenni la sovranità del popolo cubano e il suo diritto all’autodeterminazione. Poiché questa politica non ha portato al “regime change” auspicato, il governo statunitense tenta ora di isolare ulteriormente il Paese dal tanto decantato libero scambio. Il Partito svizzero del lavoro, PST-POP, condivide il parere del ministro degli Affari esteri cubano, Bruno Rodríguez Parrilla, che ha definito questo decreto un «atto di aggressione brutale».
Il servizio di analisi economica Kpler stima che le riserve di petrolio di Cuba siano sufficienti ancora per 15–20 giorni. Se non sarà possibile effettuare ulteriori consegne, a medio termine incombe una catastrofe umanitaria. In questa difficile situazione, il PSdL-POP riafferma la propria solidarietà con Cuba e invita tutte le persone legate ai valori democratici a resistere a questo attacco contro un Paese sovrano.
«Questa decisione esecutiva dimostra che la vera minaccia alla pace e alla sicurezza proviene dal governo statunitense», dichiara Alexander Eniline, copresidente del PST-POP. «Dopo il rapimento violento del presidente venezuelano Nicolás Maduro, dopo i ricatti riguardanti la Groenlandia e l’Iran, gli Stati Uniti proseguono la loro politica di disprezzo del diritto internazionale e di coercizione nei confronti di altri Paesi».
La Svizzera deve condannare immediatamente e con fermezza questo attacco. Il PSdL-POP ricorda che la Svizzera si è impegnata per anni a favore di una soluzione del conflitto tra gli Stati Uniti e Cuba e che in più occasioni ha potuto far valere la propria influenza diplomatica. Il PSdL-POP chiede al Consiglio federale di utilizzare le proprie relazioni politiche e di adoperarsi per l’abrogazione di questo decreto. La Svizzera ufficiale deve inoltre elaborare un nuovo programma di cooperazione allo sviluppo con Cuba e attuarlo insieme ad altri Paesi del mondo, se necessario anche contro gli Stati Uniti. Il PSdL-POP invita a rafforzare il lavoro di solidarietà con Cuba, a scendere in piazza per protestare contro le aggressioni statunitensi e a fornire un sostegno attivo all’isola socialista.
Appello alle donazioni per Cuba utilizzando il riferimento «Solidarietà adesso»
Associazione Svizzera-Cuba
Coordinamento nazionale
4000 Basilea
IBAN: CH97 0900 0000 3003 6190 7

