Posizione del Partito Svizzero del Lavoro sul progetto di aumento dell’IVA.

Il 28 gennaio 2026 il Consiglio federale ha proposto di aumentare l’IVA per finanziare un fondo per l’armamento. Il Partito Svizzero del Lavoro condanna questa misura come un attacco alla popolazione svizzera, che si tradurrà in una maggiore militarizzazione della Svizzera a svantaggio dei più poveri.

A causa di una presunta “deteriorata situazione di sicurezza”, il Consiglio federale ha annunciato la sua intenzione di aumentare l’imposta sul valore aggiunto (IVA) di 0,8 punti percentuali a partire dal 2028 per una durata di dieci anni, con l’obiettivo di generare 31 miliardi di franchi supplementari da destinare all’esercito e all’armamento, versati in un “fondo per l’armamento”.

Questa misura, associata al pacchetto di alleggerimenti EP27 giudicato antisociale, non solo permette la prosecuzione della militarizzazione della Svizzera ma “mantiene l’equilibrio finanziario delle casse federali”. Secondo il PSdL/POP, le misure di austerità peggioreranno le prestazioni sociali e l’aumento dell’IVA farà aumentare i prezzi dei beni di consumo quotidiano.

L’IVA è un tributo sulla consumo che colpisce tutti allo stesso modo, indipendentemente dai mezzi finanziari, e per questo – sostiene il partito – è una forma di tassazione particolarmente ingiusta per le classi popolari. Il PSdL/POP si oppone non solo all’aumento dell’IVA ma chiede una fiscalità più redistributiva, ad esempio tramite una maggiore progressività delle imposte dirette.

Il partito condanna anche il militarismo crescente, alimentato da narrazioni su un pericolo esterno e dalla difesa della “democrazia”, che vede come responsabilità condivisa non solo dei partiti borghesi ma anche di una parte della sinistra riformista.

Infine, il PSdL/POP afferma che si opporrà con determinazione all’aumento dell’IVA, citando il suo copresidente Timeo Antognini, il quale dichiara:

“La lotta contro il militarismo e contro le misure di austerità vanno di pari passo. Dobbiamo riunire tutte le nostre forze per lottare per una Svizzera sociale e pacifica.”

Partito Svizzero del Lavoro