Da diversi giorni l’Iran è teatro di importanti manifestazioni e proteste. Il PSdL-POP condanna i tentativi di ingerenza delle potenze imperialiste e chiede la revoca delle sanzioni contro l’Iran, che affamano la popolazione. Critica tuttavia anche la violenza sproporzionata del governo.
Da diversi giorni si svolgono grandi manifestazioni in Iran. Le difficili condizioni economiche del paese rappresentano un importante fattore scatenante delle proteste. La popolazione iraniana ne ha effettivamente abbastanza. Si tratta innanzitutto di una rivolta sociale dovuta alla diminuzione del potere d’acquisto degli iraniani e alle difficoltà economiche del paese; anche le condizioni politiche e la repressione costituiscono fattori rilevanti. In questo contesto l’Occidente tenta di strumentalizzare le proteste per giustificare un intervento militare volto a un cambio di regime da tempo auspicato.
La propaganda occidentale tace tuttavia diversi aspetti:
Le difficoltà economiche sono in larga parte legate alle sanzioni barbare imposte dal 2007 dagli Stati Uniti e dai loro alleati (tra cui la Svizzera!). L’obiettivo di queste sanzioni è affamare la popolazione dei regimi ribelli per trasformare il malcontento che ne deriva in un cambiamento di regime.
La maggioranza degli iraniani respinge qualsiasi forma di ingerenza. Ciò vale tanto per i sostenitori dell’attuale regime quanto per i suoi critici. Vengono inoltre taciute la violenza di parte dei manifestanti (come l’incendio di moschee e di edifici governativi) e la presenza di contro-manifestazioni a sostegno del governo.
Infine, la scandalosa promozione di Reza Pahlavi, figlio dello Scià dell’Iran ed erede di un sovrano sanguinario al servizio dell’imperialismo statunitense e britannico.
Alla luce di tutti questi fattori, il PSdL-POP respinge la narrazione imperialista che serve a preparare un intervento statunitense in Iran. Si tratta dello stesso tipo di propaganda utilizzata in Iraq e in Libia e che viene attualmente impiegata in Venezuela.
Il PSdL-POP non sostiene il regime reazionario iraniano e condanna la violenza sproporzionata del governo. Occorre tuttavia constatare che esso dispone di una base non trascurabile all’interno della popolazione iraniana. Il PSdL-POP ritiene che spetti al popolo iraniano decidere del proprio destino e respinge ogni forma di ingerenza esterna. Inoltre, la revoca delle sanzioni è una questione centrale. Timeo Antognini, copresidente del Partito Svizzero del Lavoro, dichiara: «Chiediamo al Consiglio federale di revocare queste sanzioni imperialiste e barbare. È l’unica solidarietà di cui il popolo iraniano ha bisogno da parte del governo svizzero».
Contatti:
Alexander Eniline, copresidente (+41 79 671 8708)
Timeo Antognini, copresidente (+41 78 848 9568)
Partito Svizzero del Lavoro (PSdL-POP)

