COMUNICATO STAMPA
Partito Operaio e Popolare – Partito Svizzero del Lavoro (POP-PSdL)
Data: 24 dicembre 2024
Il Partito Operaio e Popolare: “Bilaterali III: un accordo inaccettabile, che minaccia gravemente la democrazia e la sovranità della Svizzera!”
Il Partito Operaio e Popolare esprime la sua totale opposizione ai risultati dei negoziati tra la Svizzera e l’Unione Europea, presentati il 20 dicembre 2024. Questi negoziati rappresentano un disastro per il futuro del nostro Paese e per le classi popolari svizzere. L’accordo raggiunto tradisce non solo le nostre conquiste sociali e sindacali, ma compromette in modo irreversibile la nostra sovranità e svuota di significato la nostra democrazia semi-diretta.

Il nuovo accordo con l’Unione Europea, presentato dal Consiglio Federale, non mette solo in discussione i diritti fondamentali dei lavoratori e delle classi popolari, ma apre la porta a un’adozione unilaterale da parte della Svizzera dell'”acquis comunitario”, il diritto dell’UE, sotto la minaccia di misure di ritorsione. Questo minerebbe la nostra capacità di prendere decisioni autonome su questioni cruciali come la politica economica e sociale, la regolamentazione del mercato del lavoro, la protezione ambientale e dello spazio rurale.
Il POP-PSdL è molto preoccupato per l’ulteriore liberalizzazione del mercato elettrico prevista dall’accordo Bilaterali III. Ciò rappresenta un’assurdità nel contesto dell’emergenza climatica, poiché la transizione energetica richiede una pianificazione da parte degli enti pubblici e la sottrazione del settore energetico alle logiche di mercato e al loro unico imperativo di profitto a breve termine.
Il governo svizzero, agendo unicamente nell’interesse della grande borghesia e cedendo alle pressioni di Bruxelles, ha accettato un accordo che svende la nostra indipendenza politica ed economica. Con questo trattato, la Svizzera perde progressivamente il controllo delle sue leggi, della sua economia e delle sue politiche, che dovrebbero essere definite in base agli interessi della sua popolazione e non secondo la logica di mercato imposta dall’Unione Europea. Con questo trattato, qualsiasi politica alternativa al neoliberismo, imposto dai trattati dell’UE e dalla sua Commissione, diventerebbe impossibile, in quanto vietata sotto la minaccia di ritorsioni. Con questo trattato, la democrazia semi-diretta verrebbe svuotata del suo significato.
Invece di difendere i diritti dei lavoratori e della popolazione, il governo svizzero ha accettato un accordo che favorisce unicamente la grande borghesia, svizzera e internazionale, annullando ogni prospettiva di trasformazione sociale. Senza sovranità, il socialismo non potrà mai esistere.
Il Partito Operaio e Popolare-PSdL afferma con forza che la Svizzera deve mantenere la sua sovranità, senza compromessi. Non possiamo accettare che la Svizzera perda il controllo di sé stessa, poiché senza sovranità non può esserci democrazia. Non possiamo accettare che decisioni cruciali sul futuro del nostro Paese e delle generazioni future vengano prese dall’alto, in modo non democratico, nell’interesse esclusivo della grande borghesia, svizzera ed europea.
Chiediamo un referendum popolare per respingere questo accordo e rifiutiamo categoricamente qualsiasi soluzione che metta a rischio la nostra libertà di decidere del nostro futuro. Le classi lavoratrici svizzere meritano di più: un Paese che difenda i loro diritti, la loro autonomia e il benessere della sua popolazione.